DOPOLAVORARE NON STANCA

A proposito di inizi

Il Dopolavoro Stadera è una comunità che si riunisce con regolarità settimanale per trasformare il tempo libero in tempo creativo attraverso il gioco del teatro. Ogni membro segue la propria formazione personale e i propri sogni, condividendo il sapere per il comune interesse dell’ associazione. 

Nella varietà delle rispettive conoscenze (dalla recitazione all’architettura, dalla botanica alla grafica), ci tiene uniti un certo amore per la periferia, per la concretezza, per gli sconfitti, per gli strampalati, per la commozione, per l’impegno, per le domande senza risposta, per le cantate collettive, per il vino rosso, per la resistenza, per la metropoli, per i pensieri astratti, per Milano, per i no spontanei, per i si riflessivi, per le idee, per i buffi giri dell’immaginazione, per la cultura come mezzo di riscatto.

Correva l’anno 2015 quando Vlad Scolari, un regista e attore allora appena uscito dalla Civica Paolo Grassi, inizia a condurre un laboratorio di teatro in un centro sociale, ZAM, attivo nella periferia sud milanese. Attorno a lui si incontrano i primi personaggi, incuriositi dall’idea di un corso di teatro a basso costo e in un luogo insolito.
Dal primo anno di sperimentazione nasce Distanze, uno studio che approfondisce le storie della periferia; quel luogo lontano dal centro nevralgico di un organismo, ma indispensabile per farlo camminare.
Nel 2016 il gruppo cambia, c’è chi va e c’è chi viene, attirato da una strana magia che rende l’atto teatrale “un giardino segreto dove non si muore mai”, anche quando il palcoscenico è un vecchio edificio senza riscaldamento, dove l’unica vegetazione presente è il tabacco girato nelle sigarette. Il nostro giardino speciale, molto simile a un vecchio trani piuttosto che a un orto botanico, prende le forme di Polenta e sangue, uno spettacolo tratto da una sceneggiatura ambientata a Milano e mai girata di Pasolini: “La Nebbiosa”.
Nel 2017 il gruppo è ormai solido, c’è chi parla di famiglia chi di gruppo chi di compagni. Vogliamo darci un’identità: signore e signori, ecco a voi la comunità teatrale Dopolavoro Stadera. Un nome che rimanda ai vecchi circoli, alle bische, a quel momento della giornata in cui ci si concede di giocare.
Nel 2018, affrontando il tema della lotta contro i fascismi con lo spettacolo Resistenze,  abbiamo messo tutte le nostre energie sul piatto e, proprio come una stadera, le abbiamo equilibrate col braccio della resistenza.

Fieri della nostra poetica, per darci ulteriore determinazione e per poter cogliere un numero maggiore di occasioni aprendo i nostri orizzonti, nel 2019 siamo diventati Associazione Culturale. E anche se ora abbiamo una Tesoriera e addirittura un Presidente, non smettiamo di sentirci liberi, forti dell’energia che facciamo circolare, affamati di esplorazione.  

Per non limitarci alla sola rappresentazione, continuiamo a partecipare a interventi cittadini e manifestazioni, a tenere laboratori, nonché a collaborare con altre realtà quali il Teatro Proskenion di Reggio Calabria,  il CETEC-Centro Europeo Teatro e Carcere, i Brightons Beach Bonobos di Novara, tutte in linea con le nostre finalità sociali.

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